Gli orizzonti di una collezione dell’Ottocento: digitalizzazione e catalogazione informatizzata della raccolta d’arte Pagliara
Avviso pubblico, finanziato dall’Unione europea – NextGenerationEU, per
l’erogazione di contributi a fondo perduto in favore di micro e piccole imprese,
enti del terzo settore e organizzazioni profit e no profit, operanti nei settori
culturali e creativi per favorire l’innovazione e la transizione digitale.
PNRR, Missione 1 – Digitalizzazione, innovazione, competitività e cultura,
Componente 3 – Turismo e Cultura 4.0 (M1C3), Misura 3 “Industria culturale
e creativa 4.0”, Investimento 3.3: “Capacity building per gli operatori della
cultura per gestire la transizione digitale e verde”, Sub-Investimento 3.3.2: –
Sostegno ai settori culturali e creativi per l’innovazione e la transizione
digitale (Azione A II).
Nel 2023 la Fondazione Adelaide e Maria Antonietta Pagliara è risultata
beneficiaria del contributo ai Settori Culturali e Creativi per l’Innovazione e la
Transizione Ecologica (TOCC).
Il progetto è stato finanziato dall’Unione Europea – Next Generation EU –
nell’ambito delle azioni del PNRR a supporto dei settori culturali e creativi per
l’innovazione e la transizione digitale (Decreto Direttoriale n. 385 del
19/10/2022 – Prot. Progetto TOCC0002614 COR 15906701- CUP
C27J23000840008).
Grazie a questo finanziamento, la Fondazione ha potuto procedere alla
digitalizzazione e catalogazione informatizzata della raccolta d’arte Pagliara,
al fine di rendere il proprio patrimonio maggiormente fruibile e accessibile sia
in loco, che online.
La prima fase ha avuto inizio con un’analisi della quantità, qualità e stato di
conservazione delle opere d’arte della Collezione Pagliara, in particolare di
tipo calcografico e pittorico, conservate nel museo, negli uffici, nel gabinetto
disegni e stampe e nei depositi attrezzati, nonché con una verifica del loro
valore scientifico, della loro coerenza sotto il profilo collezionistico e della loro
rilevanza sotto il profilo artistico-culturale. Il lavoro è proseguito con la verifica
delle informazioni già esistenti relative alle opere d’arte grafica o esposte nel
Museo Pagliara, e nell’individuazione e messa a punto di una scheda
catalografica compatibile con gli standard nazionali e sufficientemente
articolata e flessibile da poter contemplare tutte le diverse tipologie di oggetti
d’arte presenti nella raccolta Pagliara.
La seconda fase ha interessato la creazione di un catalogo informatizzato
delle diverse opere d’arte, con un’attività preliminare di mappatura e
benchmark delle tecnologie necessarie a realizzare al meglio le diverse fasi e
attività di digitalizzazione.
Dal punto di vista tecnologico-digitale il progetto si è avvalso di un sistema di
digitalizzazione ad alto livello di prestazione, per rispondere alle esigenze di
acquisizione, dotando la Fondazione Pagliara di strumenti e soluzioni
tecnologiche avanzate. È stato selezionato un software web-based
compatibile con gli standard catalografici emanati dall’ICCD, che ha
consentito la creazione di schede catalografiche e dell’apparato di strumenti
terminologici di corredo, al fine di recepire i costanti aggiornamenti delle
normative ministeriali. Tra le varie funzioni, il software è dotato di un sistema
di
gestione accessibile tramite profili differenziati per funzione (es:
catalogatore, amministratore, etc.), di una gestione delle immagini in formato
jpg con generazione automatica delle miniature, e di un utilizzo completo dei
vocabolari aperti e import-export dal formato ICCD. In aggiunta, a
completamento del corretto funzionamento del sistema, sono state
selezionate e acquistate anche due workstation ad alta capacità di
elaborazione, per supportare l’esecuzione delle applicazioni tecniche e
scientifiche con carichi di lavoro e di calcolo elevati, sia in termini di sistema
operativo, sia come RAM (es: elaborazione dati catalografici; gestione
immagini ad alta risoluzione). Al fine di sfruttare al meglio le potenzialità di
fruizione e utilizzo del catalogo sviluppato nel progetto, è stata implementata
anche un’architettura su cloud, per facilitare l’accessibilità delle opere
catalogate e digitalizzate. Inoltre, sono stati integrati nel flusso di lavoro
complessivo anche uno scanner per l’acquisizione delle immagini delle opere
d’arte ad alta risoluzione, una macchina fotografica digitale, un lettore per
filigrane e Ipad sui quali caricare le opere digitalizzate e le relative schede
catalografiche per agevolare ancor più la fruizione delle opere e dare poi la
possibilità di visionare anche quelle in deposito.
La terza fase ha interessato, grazie all’acquisto della strumentazione
necessaria all’acquisizione digitale delle opere d’arte e del programma
Opera@Arcanet – compatibile con gli standard catalografici emanati
dall’ICCD e dotato di un sistema di catalogazione flessibile, atto a
contemplare tutte le diverse tipologie di oggetti d’arte – un complesso
processo di acquisizione e rendering ad alta risoluzione delle opere d’arte
selezionate, focalizzandosi su una parte del patrimonio della Fondazione
Pagliara, ossia su quei beni che nella fase iniziale del progetto sono stati
accuratamente analizzati e selezionati sulla base di una priorità di valore
scientifico e di rilevanza artistico-culturale. Tale lavoro, condotto tramite un
tool software conforme alle metodologie stabilite dagli standard specifici
dell’ICCD, per ciascuna tipologia di bene, ha consentito di dotare la
Fondazione Pagliara di oltre 3.000 opere digitalizzate, pronte per una
valorizzazione in un’ottica previsionale per la diffusione e la fruizione online
dell’intera collezione.
Parallelamente si è proceduto al riversamento degli inventari esistenti e alla
creazione di un Catalogo on-line Museo Pagliara e di un repository di
contenuti multimediali, dotato di standard formali e protocolli tecnologici volti
al miglioramento della fruizione del proprio patrimonio e in grado di rispettare
sia la tutela della proprietà intellettuale, sia una più idonea conservazione del
patrimonio in oggetto, con l’obiettivo di migliorare la sicurezza e la
conservazione delle opere d’arte custodite.
Il lavoro, in costante aggiornamento, ha consentito, ad oggi, l’inserimento di
oltre 4.000 schede descrittive di diverse tipologie.
